2009-11-28

What the frak Wolowitz? This is Starbuck! Bazinga!

era un sacco di tempo che volevo dedicare un po' di spazio a the big bang theory, ovvero a quella che nell'universo delle "altre serie tv" (quelle che non sono lost, per intenderci) periodicamente consegnate dalla fatina di internet è la più attesa della settimana.
diciamo che il sacco di tempo di cui sopra coincide più o meno con il da quando la più bella serie di fantascienza cui mi sia mai trovato di fronte...fermi tutti, chi ha
detto star trek? vergogna! quanto mai ne ho parlato negli scorsi post...che ovviamente è battlestar galactica ha chiuso la sua quarta e ultima stagione, lasciando l'ammiraglio adama e la fu presidentessa delle colonie laura roslin finalmente in pace nella loro capanna su quella che noi chiamiamo terra. (per quanto mi riguarda, sto ancora tenendo in caldo the plan, il film dedicato al punto di vista dei cylon, in attesa dell'arrivo di caprica. sia benedetto l'universo di ronald d. moore. anche se l'attesa di scoprire il significato di quel "...and they have a plan" sentito mille volte nella sigla diventa sempre più dura da tenere a bada.)

ad ogni modo, tornando a the big bang theory, qualche sera fa, guardando l'atteso episodio settimanale di cui sopra, mi sono ritrovato davanti a howard wolowitz in una vasca da bagno piena di sapone in compagnia del tenente kara thrace aka starbuck. uno dei sogni proibiti dei geek di mezzo mondo. la rivincita dei nerd 25 anni dopo. perlomeno di quelli non così schizzati da sognare in realtà di essere in una vasca con un cent
urione cylon. ma in quel caso credo si potrebbe parlare di patologia senza rischiare di ferire nessuno.
il tutto perfettamente riportato all
a realtà dalla geniale prima battuta di starbuck in risposta al saluto e ai complimenti di un figacciosissimo wolowitz: "thank you howard. always nice to be part of your masturbatory fantasies".


ad ogni modo, sono convinto che le coincidenze non capitino mai per caso, quindi il connubio the big bang theory + battestar galactica (terzo gran cameo della serie - come da immagine qui sopra - dopo summer glau da terminator: the sarah connor chronicles e will wheaton dall'altra serie con le astronavi. dannazione, non ci avevo pensato. star trek mi perseguita. e volendo si potrebbero considerare anche quattro, se la presenza del dna di leonard nimoy contasse come cameo) si doveva per forza meritare un post tutto suo.
perchè in fin dei conti rappresenta davvero una mezz'ora di risate garantite ogni settimana da tre stagioni a questa parte, senza un minimo di cedimento o di segno di vecchiaia. anzi, al contrario i personaggi sono cresciuti tutti parecchio (menzione d'onore per raji koothrapali), tanto da reggere benissimo anche episodi non sheldon o leonard-penny centrici, come quello di questa settimana, ad esempio.
soprattutto, non mi è ancora capitato di incocciare un singolo episodio che sia uno non dico noioso, ma anche solo poco divertente. il che, per una comedy, direi che non è poco.

anzi.
a tutto questo posso aggiungere semplicemente che chuck lorre dopo pappa e ciccia (quanta nostalgia) e dharma&greg ha sfornato un altro capolavoro assoluto. di cui il dr sheldon cooper è il rappresentante più degno che si possa sognare.
tanto che se proprio proprio non sapete cosa regalarmi per natale, potete pescare a caso da qui: sheldonshirts.
l'aver parlato di battlestar galactica diffusamente lungo tutto il post e l'aggiungere con finta noncuranza che mi piacciono i toast dovrebbe essere un indizio sufficiente per scegliere il regalo giusto.
se non è sufficiente, intendevo il cylon toaster. so che non è elegante esplicitarlo, ma mica ci si può giocare un regalone di natale per essere dei damerini.
tutt'al più (ho scoperto ora sul sito dell'accademia della crusca che si puà scrivere o così o tutto attaccato. mai tutt'alpiù. chi l'avrebbe mai detto) che ho anche dei problemi a piegare le magliette. forse questo magico flipflop folder potrebbe aiutarmi a risolverli. chissà.


quasi dimenticavo. caro howard, nelle mie fantasie, io comunque avrei scelto boomer.

2009-11-19

It was a grey Thursday, but Blockbuster made it pink


io non ho mai avuto una tessera del blockbuster. sono affezionato alla mia videoteca di paese, ci ho pure lavorato per un breve periodo, e ritengo che sia una di quelle tipologie di negozi (sicuramente assieme alle librerie, ad esempio) dove il rapporto con il negoziante di fiducia non può in alcun modo venire a meno.

detto questo, che in tutta onestà mi è servito solamente per far sì che questo non fosse il secondo post consecutivo di 4 righe in croce, a chiunque possegga una delle succitate tessere (o similari. insomma, di qualsiasi servizio in cui qualcosa si noleggia e si deve quindi, per definizione stessa, restituire) potrebbe capitare di ricevere una lettera simile a quella che campeggia sotto il titolo del post. ah, per leggere cosa c'è scritto basta ovviamente cliccarci sopra.

comunque, una volta ricevuta la lettera, si apre un bivio, di cui fino a stamattina ignoravo l'esistenza. voglio dire, nella mia testa esisteva solamente il "osti, mi han beccato. ora vado e mi scuso e pago quel che c'è da pagare. sperando in uno sconto". al massimo il "ma io son sicuro. li ho restituiti. mo vado là e mi sentono". invece no. c'è anche la via del genio. chapeau. (il fatto che sia blu e in grassetto vuol dire che se non ci si clicca sopra non si capisce perchè è divertente).

via junkiepop. grazie per avermi rallegrato la giornata.

2009-11-16

The Star Trek StarWarsization

considerato che a dire quel che dovevo dire io ci ho impiegato i tre quarti di un post lungo come i primi quattro capitoli della enciclopedia britannica, penso di dover lavorare un po' sul dono della sintesi. oppure, visto che è periodo, taglio la testa al toro e lo aggiungo alla letterina per babbo natale. il dono della sintesi, intendo. ad ogni modo, era evidente che lo star trek di jj abrams non potesse non piacermi.



ps: chiaramente, le energie maggiori spese per questo post sono state dedicate alla scelta del titolo. e nell'inserire un link al limite dell'inutile. o forse oltre.

2009-11-14

Star Trek by JJ Abrams - Long life and prosperity

"dai, stasera lo guardo." "ma no, cosa lo guardo a fare." "ma dai, in fondo è di jj abrams, non può essere una cagata." "osti, però pensando a nikki e paulo, capita anche a lui di ciccare." "si ma è sempre una sorta di jedi in pectore." "ma è star trek. e non c'è neanche tj hooker. va beh, ok, ma se vedo data spengo!"


in soldoni, quello prima della locandina è stato il dibattito mentale che si è scatenato sulle tribune parlamentari del mio cervello (non molto affollate, a dire la verità, per rispetto all'italica tradizione) riguardo alla mozione del giorno intitolata "star trek: guardare o non guardare? un manifesto programmatico".

premesso che sono pienamente consapevole che una buona parte delle mie reticenze derivava dal fatto di essere apertamente schierato per quella bella tra le due più famose saghe fantascientiche cinematografiche, ovvero star wars, alla fine mi sono comunque deciso, spinto dal fatto che lo stesso jj abrams (di cui nonostante nikki e paulo di cui sopra ho piena fiducia) avesse apertamente dichiarato che la sua interpretazione di star trek non era un film da trekkers. e soprattutto per averlo visto riconoscere il suo debito incondizionato verso la trilogia + 3 (mi sembra il modo più giusto per sottolineare la distanza qualitativa tra i guerre stellari pre e post jar jar binks) nel documentario star wars: the legacy revealad che ho visto un paio di settimane fa.

mini inciso: la rivalità tra fan di star wars e fan di star trek è qualcosa che va al di là del semplice apprezzamento per uno o per l'altro film. è qualcosa che si avvicina al tifo calcistico, per intenderci. pur non essendo un ultrà, diciamo che sono un forte sostenitore di chewbacca and company. per capirci, se star trek giocasse in champions league contro una squadra straniera, tiferei per la squadra straniera.

va beh, messa ormai in piazza una buona dose di sociopatia e di attitudine geek (non proprio il modo in cui i bellocci dei film fanno colpo sulle ragazze), devo dire che questo nuovo star trek è stato una piacevolissima sorpresa. cioè, è proprio un bel film. tralasciando gli effetti speciali, che fanno già paura sui 20" in camera mia e quindi me li immagino solamente al cinema (una scena su tutte, la comparsa della nave romulana mentre emerge dal buco nero), sono due ore che passano in un attimo, fanno sorridere il giusto, ti fanno appassionare ai personaggi (in particolare al guardiamarina checov e al suo accento russo) e tengono attaccato al divano. non vedo proprio cosa potevo chiedere di più.

jj abrams ci ha messo del suo, sia chiaro, nel senso più positivo del termine. l'espediente viaggio nel tempo + realtà parallela conseguente (mmmh...da qualche parte gliel'ho già visto usare...mmmh), dichiarato sin dall'inizio, è stato il mezzo perfetto per evitare di fare i conti con 8000 mail di trekkies inferociti pronti a sottolineare che "nell'episodio xxxyz della serie originale il capitano kirk aveva detto che aveva studiato nella california del nord, non in quella del sud....sacrilegio!!!".
insomma, come a dire che questa è solo un'altra storia ambientata nell'universo di roddenberry, non una ricostruzione filologica basata su 5 serie e 10 film. per cui se spock diventa capitano prima di kirk, beh, who cares?


una volta chiarito questo, la storia se ne va via liscia liscia e ne esce un film con parecchia azione, zero tempi morti e pochissimi (se non nessuno) buco di sceneggiatura. l'unica cosa che mi ha lasciato un po' perplesso è stato il fatto che va bene che l'enterprise stava giocando al gatto col topo, ma quando la piattaforma romulana inizia a trivellare la terra possibile che non c'è mezza nave della federazione che provi almeno ad alzarsi in volo e a dire che non era un bel gesto?

comunque, poco male. non c'è che dire, lo ripeto, jj abrams è onestamente un genio. capace di citare e autocitarsi con una classe che hanno pochi altri. tanto da far ordinare a uhura uno slusho al bancone del bar.
i personaggi sono tutti azzeccati, pescati a piene mani da serie tv (zachary "sylar" quinto come giovane spock una spanna sopra tutti. e anche john "demetri" cho se la cava come signor sulu. forse meglio che in quella porcheria che sta diventando flash forward) o dal "cinema che piace a me" (mi riferisco ovviamente a simon pegg e winona ryder). persino il belloccio chris pine come james.t kirk non stona. ho letto un sacco di critiche al romulano capitano nero interpretato da eric bana...boh, a me non è dispiaciuto nemmeno lui.
la trama come detto non molla nemmeno per un secondo. gli effetti speciali nemmeno a dirlo. e l'incontro tra il giovane e il vecchio spock (leonard nimoy, assieme al teletrasporto, è quello che ho sempre invidiato a star trek), condito dall'immancabile saluto vulcaniano, mi ha commosso un pochino. e compensa ampiamente l'assenza di tj hooker aka william shetner aka il vecchio kirk.


detto questo, ovvero, e lo risottolineo, che il film è veramente figo, l'ho trovato infarcito di tributi a star wars, il che a mio avviso non può che cosa buona e giusta, nonostante abbia letto in giro non sia stata una mossa particolarmente apprezzatta da diversi fan della spilletta sul colletto della dolcevita di vecchia data.
  • la scena al bar dove si vedono per la prima volta kirk e uhura - la mos eisley cantina di una nuova speranza;
  • incontro tra il giovane kirk e il vecchio spock - primo incontro tra luke e ben kenobi su tatooine;
  • spock sulla jellyfish contro la nave romulana - luke sull'x-wing contro la morte nera I;
  • l'inseguimento tra mostri sul pianeta ghiacciato - un qualsiasi inseguimento tra mostri di un qualsiasi star wars;
  • il piccolo aiutante di montgomery scott - un qualsiasi piccolo aiutante di un qualsiasi star wars;
  • il combattimento tra kirk, nero e il suo socio sulle piattaforme - luke vs anakin.
probabilmente ce ne sono parecchie altre, ma queste sono le prime che mi sono balzate agli occhi. e contribuiscono a rendere questo star trek il più bell'incontro con la fantascienza che ho avuto da quando è finita la quarta stagione di battlestar galactica. thank you jj.

già che ci sono, consapevole che più o meno nessuno avrà letto fino a questo punto del post, mi permetto di tornare sulla rivalità star wars vs star trek. grazie a raffaele, ho finalmente visto anche fanboys. che varà ragione chi scrive su wired nel dire che poteva essere parecchio meglio. ma solo per i featuring (genialmente suggeriti nel trailer. su tutti come vengono indicati jay e silent bob) vale assolutamente la pena. e rende pienamente l'idea. no one calls han solo a dirt bag!


2009-11-12

Nick Oliveri @ Magnolia - The loudest acoustic set I've ever seen

l'obiettivo era quello di dedicare un post notturno (il 100esimo di questo blog. "stap", che sarebbe il rumore del tappo che abbandona la bottiglia di spumante. auguri!) a scoppio ritardato al concerto di nick oliveri al magnolia. con ogni probabilità il set acustico più rumoroso a cui mi sia mai capitato di assistere. nella più positiva accezione che il termine "rumoroso" possa persino pensare di avere.

poi però, girovagando di link in link, sono capitato su nerds attack, dove ho letto una recensione del concerto che dice sostanzialmente tutto quello che avevo in testa di scrivere. con una dovizia di particolari sicuramente maggiore di quella che avrei potuto fornire io. per cui, direi che per il resoconto della serata posso tranquillamente rimandare a quello che ha scritto (bene) chris bamert.

mi sento solo di aggiungere una considerazione al volo. la metà buona dei queen of the stone age è quella che se ne è andata. e oltretutto sa pure giocare a biliardino. il che rappresenta un plus mica da ridere.

beh, visto che il post se ne è andato via liscio liscio in 5 minuti, faccio anche a tempo ad approfondire la mia cultura sul partnering. che al contrario di quello che si può pensare non è una zozzeria (sporcaccioni!). e pure a guardarmi la nuova puntata di the big bang theory. bazinga!

2009-11-09

The Queers live @ Madly, Piacenza - Hey Joe, do you remember San Francisco?

il secondo tentativo è andato meglio del primo. decisamente. la sostituzione di auto+automobilista+autodestinazione ha senza alcun dubbio dato i suoi frutti. il che già è bastato per guardare la serata con occhio benevolo. sin dall'inizio.
una volta arrivati al madly di piacenza siamo stati ulteriormente confortati da ulteriori segni beneauguranti, che hanno messo in chiaro come la
bilancia del karma pendesse a nostro favore. arrivo esatto esatto per gli ultimi due pezzi del gruppo verso cui non rivolgevamo alcun interesse, ingresso nel locale in senso di marcia contrario rispetto ai pendolari della "pausa svampa". posizione perfetta, sotto il palco e con il bancone a portata di mano, guadagnata senza alcuna fatica. giusto in tempo per il primo accordo degli yum yums.

da quel momento in poi, semplicemente un crescendo di sudore, fingerpointing, singalong e tutto quello per cui il concerto figo da la merda al concerto che si limita al "si beh, niente male". compreso il momento "ora balliamo un po' che siamo notoriamente aggraziati" durante il dj set (si, beh, insomma, la musica diffusa..) del dopo concerto.


by the way, gli yum yums sono stati la positiva sorpresa, in chiave musicale, della serata. il trio morten + bassista matto + johnny ramone meets mika
hakkinen non perde un colpo. il batterista non l'ho praticamente visto perchè morten impalla la visuale tipo un camion parcheggiato davanti a te al drive-in (non che io sia mai stato a un drive-in, tra l'altro). però vibeke è persino più bella di quel che mi aspettassi. e di corsa ho subito recuperato maglietta per rimpolpare i miei cassetti che piangono clemenza e la loro raccolta. bravi e belli.



i queers, secondo me, non hano suonato particolarmente bene. un po' troppo tirati, un po' grezzi come se ci fosse wimpy anche se non c'era wimpy. ma mi sono divertito come poche volte ultimamente. a questo punto, mi verrebbe di parlare di attitudine. ma poi so già che abuso. quindi evito. e spero che troublezine non abbia ragione e questo non sia l'ultimo tour europeo di joe e soci. (nell'occasione, un dangerous dave in gran spolvero e il colossale batterista dei nobody's. colossale nel senso dimensionale del termine.) andare in new hampshire sarebbe un po' sbatta. poi non so se diego prende la macchina.

top of the night:

ex-aequo "rao crowd surfer", "roberto one step forward" e "l'abbraccione di joe queer" che si ricordava di me a san francisco.

flop of the night:

non hanno fatto "born to do dishes". e zio nicola deve avere deciso di risparmiare sulle bombole del gas, visto la nuova interpretazione di "bella cotta, quasi bruciata" che manifesta servendo le salamelle.

2009-11-06

Dillinger Escape Plan live @ Magnolia - Please try to make me smile

ieri sera sarei dovuto andare a sentire i queers a como. con gli yum yums. sarebbe stata l'occasione per sfoggiare il mio "ehi joe, do you rememeber san francisco?" che tengo in caldo da due settimane e di unirmi finalmente alla folta schiera di fan di vibeke saugestad.

invece, essendo io un noto alternativo e rivoluzionario, un pancho villa del giovedì sera o un emiliano zapata del divertimento, ho deciso di sostituire la serata organizzando un party veramente underground, una festa a sorpresa a cui non ho potuto esimermi dall'invitare chi era in macchina con me, ingenuamente convinto di poter cantare a squarciagola "born to do dishes" di lì a poco. i principali ingredienti della festa (ogni buona festa che si rispetti ha degli ingredienti che la caratterizzano) sono stati:
  • un'uscita buia e a gomito della valassina
  • un po' di pioggerellina, che l'asfalto asciutto non è simpatico e burlone come quello bagnato;
  • un muretto basso: il botto ci vuole (che capodanno sarebbe senza i fuochi d'artificio?) ma evitare di finire in ospedale è consigliato in tutti i manuali del perfetto party;
  • un'oretta di attesa sotto l'acqua, condita dall'arrivo di ospiti a sorpresa come il carroattrezzista brillante, i carabinieri premurosi e il pilota di rally in bamba che recita la gag di farti il pelo mentre fa la curva a duemila all'ora.
per chi se lo stesse chiedendo: ovviamente la festa è perfettamente riuscita. o almeno così mi ha assicurato l'officina mentre parlava di preventivo fregandosi le mani.

va beh, fuor di metafora (ps: grazie grazie valiù e etoile!), visto che ieri sera mi son girate le balle abbastanza (fare un incidente da perfettamente sobrio, a 50 km/h, mentre canticchi gattini di elio e le storie tese non è nemmeno tanto virile), oggi mi sono messo alla ricerca di una notizia che mi tirasse su il morale. prontamente trovata, a base di urla e magnolia. hell yeah. dillinger escape plan live promettono di essere un ottimo regalo di pre-compleanno.

update: subito dopo, passando attraverso felson, ho letto questa notizia su nonsischerzapiù. premesso che il fatto che non facciano più il rototom a udine potrebbe essere pure una buona notizia, il fatto di vivere a frittole nel 1400 non è che mi faccia così contento. effetto dillinger escape plan @ magnolia prontamente annullato.

d: "attento che l'uscita di briosco è stretta"
a: "ok, bella. allora vado piano e non supero la panda che abbiamo davanti"

BUM

a: "davvero stretta. la prossima volta vado ancora più piano"


pps: ovviamente visto che abbiamo la testa dura, stasera ci riproviamo andando a piacenza. mi è stato proibito di contribuire a stilare il programma della serata.